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  • Jacopo Angiolini

Performance! Cosa è DAVVERO e perché si parla così tanto di Performance nel Coaching?!


La Performance: croce e delizia del Coaching! Partenza ed insieme Traguardo di un lavoro tutto dentro se stessi che ha effetto anche e sopratutto, almeno visivamente, al di fuori di noi. Ecco quello che si dovrebbe, Davvero, sapere su questa "parolaccia": la Performance.


(e non crediate di scappare dall'essere "performanti")



Con la storia del migliorare le nostre Performance ci hanno sfi-ni-to, sfinito. Letteralmente non se ne può più di sentir parlare di Performance, di calo delle performance, di miglioramento delle performance. Sembra che uno non possa più nemmeno vivere senza la Performance. Anche andare a prendere un caffè pare essere diventato un'occasione per misurare la tua capacità di essere performante. Persino berlo più o meno velocemente! Anche quello prima o poi potrebbe essere considerato un Performance!



“Io offro le mie migliori Performance in situazioni caotiche. Alcune persone crollano: io funziono meglio.“ Edward Bunker


Intanto cosa è una Performance


Scherzi a parte: vi siete mai chiesti cosa sia veramente una Performance? Lì sopra (alzate gli occhi!) ho citato una frase dello sceneggiatore Edward Bunker, uno che apparentemente non c'entra niente con le performance.

Sapevate che il buon Mr Blue aveva il, discutibile per carità, primato di essere stato il più giovane detenuto del carcere di San Quintino? Aveva 17 anni! E fino ai 40 e spiccioli non è che la vita gli abbia sorriso gran ché!

Per strano, anzi incredibile, che possa sembrare ma anche quella è un Performance; o per meglio dire è il risultato di un Performance.

Philippe Petit? Il tizio che ha camminato su un filo teso tra le torri gemelle? Si, lui: la sua è stata una performance. E che Performance!.

il monologo di un attore è una Performance, il concerto di un musicista è una Performance, la gestione di un'affare da parte di un manager: un'altra Performance.

La cosa a cui non tutti pensano è che anche la gestione di Sveglia/ colazione/ vestizione e mandata a scuola/ lavoro di figli/ marito la mattina da parte di una massaia... anche quella è una Performance. Tra le più complesse, oltretutto. Perché prevede la caratteristica del multitasking; ma di questo parleremo più in là nel tempo.


“l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale” Lucio Dalla

Di solito, quando si vuol distruggere una parola, si comincia scrivendo: "letteralmente il vocabolario recita...." e poi si passa a scassare quella povera parola.

In realtà tutte quelle parole che umiliamo sminuendone il significato letterale non ci hanno fatto niente di male. Anzi, di solito, lo si fa per poter dare alla parola un a sfumatura di significato diversa da quella usata tutti i giorni e, possibilmente, migliore.

La cosa veramente fi-chi-ssi-ma (bella questa espressione anni '80!) è che nel caso della Performance persino il vocabolario passa subito al significato metaforico.

Anche perché "realizzazione concreta di un'attività" non so voi ma io anche solo a pensarci mi sa di differente dall'esaltazione che e dall'adrenalina che il termine ci regala naturalmente.


La Performance nel Coaching?


Ok , parliamo del concetto di Performance nel Coaching. Anzi parliamo della Performance nella mia idea di Coaching. È ovvio ed indiscutibile che la Performance sia la realizzazione concreta di un’attività; il punto, semmai, è a cosa serve a te una buona Performance. “Dare il massimo per ottenere il massimo è buono per me?” sembra scontata come domanda ma non lo è affatto. Se dare il massimo ed ottenere una buona performance sul lavoro si traduce nel trascurare la tua famiglia allora mi sa che devi riflettere sul reale valore della tua cosiddetta “ottima Performance”. La vera Ottima Performance è innanzitutto coerente ed ecologica con il resto della tua vita. In realtà il valore della buona Performance lo potremmo calcolare (io faccio esattamente cosi!) sottraendo il “valore-vita” perduto nello sforzo sostenuto per ottenere la buona Performance dal valore assoluto del risultato della buona Performance. Se il valore assoluto ottenuto contiene e supera quello che costa ottenerlo...hai vinto. In fondo si tratta semplicemente di una valutazione costi/benefici; ma riguarda la tua vita. Fa un’enorme differenza.


Ed Il fattore umano?


Poco sopra avete letto (spero) una citazione di Lucio Dalla; ecco, al giorno d’oggi è più o meno vero quello che negli anni settanta era un’iperbole buona per una canzone d’autore.

Che piaccia o meno il mondo è cambiato, cambia, e continuerà a cambiare.

Il punto semplicemente è: ci sei o non ci sei? Chiacchierano come radio riguardo al fattore umano, dappertutto. Come se fosse in qualche modo possibile eliderlo dal sistema mondo. Certo; se riusciremo ad auto annientarci con le guerre e con l’inquinamento (esiste, O G G I, un “sesto continente” fatto di rifiuti plastici in mezzo all'Oceano Pacifico!!) allora si: non avremo più il fattore umano. Ma altrimenti l’essere umano è ineliminabile dal sistema mondo. Il sistema sociale esiste perché esiste l’uomo, ergo ci dobbiamo fare i conti.



Crescita sostenibile = Performance sostenibile?


Gli economisti americani William Nordhaus Paul Romer sono stati di recente (autunno 2018) insigniti del premio Nobel per l’economia in ragione dei loro studi riguardo al concetto di Crescita Sostenibile.

Quello che hanno fatto è stato ampliare l’analisi macroeconomica alla luce dell’incrocio dei dati riguardanti il cambiamento climatico e la continua innovazione tecnologica.

Attraverso i loro studi sono andati a costruire modelli che servono a dimostrare come l’economia di mercato influisca con la natura e con la conoscenza.

Questa notizia, presa così, estrapolata dal contesto, non ci servirebbe a nulla. Il punto chiaro e che invece ci serve un sacco per definire una Ottima Performance è che hanno rilevato la possibilità (ed implicitamente la necessità) da parte degli economisti di perseguire un tasso di crescita SANO.

Ora se è possibile fare questo giochino andando a paragonare l’effetto delle tasse su l'incremento del C02 … è possibile farlo andando a vedere quanto la nostra Ottima Performance impatta sul resto della nostra vita? Io ci metterei un bel sì! Direbbe Bill Murray in Ghostbuster!

Quindi sì: se possiamo avere e perseguire profittevolmente una crescita sostenibile allora possiamo tranquillamente perseguire ed ottenere una Performance Sostenibile.


Gioco interiore o gioco esteriore? Cosa è meglio per un’ottima Performance?



Ed ecco che il nostro buon professor Gallwey fa di nuovo capolino nelle nostre riflessioni… se avete il sospetto che ce lo troveremo mooolto spesso intorno avete ragione! Bravi! Ricordatevi che nel fare Coaching per ottenere dai vostri clienti, PER i vostri clienti, ottime Performance ogni tanto dovrete riconoscere loro i passi avanti che hanno fatto. Attenti: la questione è molto di più di un semplice gioco: poliziotto buono e poliziotto cattivo; i vostri complimenti dovranno essere sinceri! Se credete che i progressi siano di là da venire allora tacete. Quando invece vi rendete conto che il vostro cliente sta migliorando, ma migliorando per davvero, allora diteglielo. Tenerselo per se non serve a un’acca! Regalare una pacca sulla spalla a chi se l’è guadagnata, nel momento stesso in cui se la sta meritando, è un balsamo che unisce Coach e Coachee.



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