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  • Jacopo Angiolini

Cos’è il Self Help? L’Auto Aiuto funziona veramente? perché SI, perché NO!

Origini e storia: la Scozia e L’Italia (eh sì!) e poi gli Stati Uniti. Tendenze attuali. Uso corretto (e anche la possibilità che ci sia pure quello scorretto!). Quando e perché funziona e quando e come mai può non funzionare. Esiste un solo modo “schematico” di applicarlo? Un mondo intero (e quanto ramificato!) dentro a due parole così apparentemente semplici!



Quello dell’Auto Aiuto è un giardino pieno di rose, e come tutti i roseti abbondano le spine. Facciamocene una ragione! Le rose che dovremmo prendere in mano sono di quelle difficili da maneggiare perché sono fitte di appuntitissime spine. Come Coach io lavoro solo ed esclusivamente con gente sana: i miei sono clienti, non pazienti. Sono un Coach, non un medico. Detto questo per me è un giardino di fiori! Perché l’Auto Aiuto è perlopiù un toccasana per persone che non hanno problemi di carattere patologico. L’Auto Aiuto diventa una spina quando si ha a che fare con persone affette da una patologia psicologica: in quanto è proprio la depressione ad impedirti di fare quello che l’Auto Aiuto prevede. Ma andiamo per gradi!


Un salto indietro di 160 anni


“Self Help” (Auto Aiuto) con questo titolo nel 1859 vedeva la luce l’opera dello scrittore scozzese Samuel Smiles! Il libro era una raccolta dei testi di un giro di conferenze tenute a un gruppo di giovani britannici col fine di convincerli a lavorare sodo per migliorare la propria condizione sociale ed economica. L’assunto base delle conferenze era che la forza di volontà fosse in grado, se ben sfruttata, di portare chiunque a superare qualunque ostacolo. “Self Help” ebbe un successo strepitoso in tutta quanta l’Europa, 150.000 copie solo in Italia (stiamo parlando di metà ‘800…), fino ad essere definito come la bibbia del liberalismo Vittoriano. Una bomba! Tanto è vero che in Italia Michele Lessona, sospinto dalla politica, nel 1869 ne scrive una versione italiana, intitolata “Volere è Potere”.Opera in cui l’autore narrava storie di Italiani che avevano raggiunto il successo in svariati campi grazie soprattutto alla propria forza di volontà. Curioso sottolineare che Lessona era uno zoologo, e Smiles un politico, insomma nessuno dei due era uno psicologo.

Il fallimento non avrà mai il sopravvento su di me se la mia determinazione ad avere successo è abbastanza forte. Agostino “Og” Mandino

E poi, naturalmente, entrano in ballo gli Stati Uniti! Nel senso che almeno la seconda metà del XX° secolo è letteralmente seminata del Concetto di Auto Aiuto. Negli States infatti da alcune decine d’anni è presente un emergente ma diffuso movimento culturale, ma soprattutto di mercato, che fa riferimento al concetto di Auto Aiuto. Quando accenno al mercato intendo dire che esiste un giro fortissimo di conferenzieri e libri e corsi che parlano della possibilità di realizzare sé stessi e i propri sogni attraverso l’implementazione delle potenzialità di ognuno. Uno dei punti cardine del concetto di Auto Aiuto è l’idea del modellamento dei comportamenti. Ovvero della possibilità di osservare e modellare gli atteggiamenti e le strategie messe in atto da persone di successo. L’osservazione e lo studio sono utili per, successivamente, studiare e replicare gli aspetti “tecnici” dei loro comportamenti e costruire un percorso buono per tutti.


E l’Auto Aiuto oggi?


Fa quasi sorridere a dirlo ma in anni di spiritualità spinta e cose del genere si arrivò a dire che la forza del pensiero poteva guarirci. Ora, al di là di quello che si possa pensare di un’affermazione del genere, e non necessariamente è una valutazione negativa, il pensiero odierno riguardo l’Auto Aiuto è abbastanza lontano da una tesi di questo stampo. Si passa infatti, concettualmente, o almeno è il passaggio che faccio io, da un concetto di auto salvazione ad un’ipotesi di auto miglioramento. Ovvero il cercare di migliorare sé stessi usando sé stessi come punto di appoggio e sostegno.

I tuoi talenti sono il dono che Dio ti dà … Cosa fai dei tuoi talenti è il tuo dono a Dio. Leo Buscaglia

Un’altra differenza che è possibile, e per certi aspetti doveroso, intravedere nel concetto di Auto Aiuto odierno è che la cancellazione dell’imperfezione non è più una priorità. L’Auto Aiuto era parecchio in voga anche negli anni ’90, e in quel periodo sembrava che il negativo non dovesse far parte del nostro quotidiano in alcun modo. Oggi sembra quasi che l’ambire alla felicità, e l’attuare comportamenti che portino verso questo traguardo, passi anche attraverso l’accettazione che stare male capita. E succede al di là di ogni nostro sforzo. Ora dunque davanti c’è la scelta: non accettare questo dolore e passare il tempo a combatterlo frontalmente … tenendolo vivo di conseguenza. Oppure accettarlo e lasciare che passi, lavorando perché arrivi la felicità piuttosto che per far andare via il dolore.


Quando non ha senso l’Auto Aiuto?


Breve e brutale:

  • Quando stai soffrendo di una patologia di carattere psicologico. Andare ad agire su un’area di miglioramento del tuo sistema-uomo è un discorso; e si fa. E lo si fa anche bene. Andare a mettere mano, da soli, in un disagio psichico è tutto un altro mazzo di carte. Purtroppo è proprio il tuo problema, nel caso della patologia, ad impedirti di uscirne da solo.

  • Quando ti aspetti che basti poco per ottenere molto. Un percorso di Auto Aiuto prevede impegno, sudore, tenacia e costanza. Non esiste un cambiamento che avvenga con uno schiocco di dita, in nessun caso. Applicare Auto Aiuto significa spesso creare un progetto, scriverlo, determinare una strategia per compierlo; pensare che sia come bere un bicchiere d’acqua significa illudersi e andare incontro ad auto crearsi della frustrazione. Cioè il contrario di quel che si cerca. Se avete fretta non è la vostra soluzione


Quando, invece, ha senso L’Auto Aiuto? E soprattutto come si fa? C’è una ricetta sempre valida?


Gli ambiti in cui l’Auto Aiuto si può applicare con successo sono davvero tanti: vanno dall’area personale dei rapporti con le persone e con sé stessi fino a quella professionale per salire di grado in ufficio o imparare a parlare in pubblico. Anche smettere di fumare o tagliare via cose di noi che non ci piacciono ma che facciamo ripetitivamente da anni. Come ho detto all’inizio del pezzo io, essendo un coach e non un medico, lavoro con persone sane e quindi l’Auto Aiuto è fondamentale per stabilire e raggiungere obbiettivi.

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. Eleanor Roosevelt

Per quanto riguarda il come si fa… è un lavorone: non basta il post di un blog per contenere tutte le possibili sfaccettature della cosa, tuttavia ci sono sfumature fondamentali da esporre in proposito “come-si-fa”. Per esempio che l’Auto Aiuto è un percorso non terapeutico ma sicuramente psicologico che ognuno di noi attua in maniera del tutto autonoma e soprattutto costantemente. Sicuramente c’è un Coach che ti accompagna in questo percorso ma sarà un rapporto comunque saltuario, più di confronto che altro. Comunque in questo tipo di percorso il Coach è destinato a lasciarti andare da solo molto presto (e già che un percorso di coaching solitamente è un percorso di breve durata).


Purtroppo non esiste una ricetta per l’Auto Aiuto ma esistono alcuni aspetti immancabili in un percorso di Auto Aiuto che riporto qua di segui

  • · Tecniche di respirazione e rilassamento. Respirare e rilassarsi sono due capi saldi del sentirsi meglio esistono musiche rilassanti che trovate anche su internet e governare il proprio respiro è uno dei modi migliori per gestire al meglio le nostre sensazioni. Ci sono manuali di tutti i tipi e le misure in proposito.

  • · La visualizzazione e la focalizzazione. Dove la prima serve a individuare e definire noi nella situazione desiderata e la seconda per capire e gestire i nostri stati emotivi (che abbiamo placato dalla furia con la respirazione!

  • · L’implementazione dell’Autostima. Che è necessaria e aiuta davvero tanto quando si parla di Auto Aiuto (se cliccate sulla parola ho già pubblicato un articolo in proposito!!)

  • · Una profonda conoscenza di sé stessi. Fondamentale in un lavoro di Auto Aiuto perché non potrai mai e poi mai aiutarti se non ti conosci, laddove per conoscersi si intende anche accettarsi: esaltando i nostri punti di forza e cercando di trasformare in punti di forza le nostre debolezze.


Tutto questo se fatto con coscienza ed attenzione e, naturalmente, una buona dose di onesta intellettuale nei confronti di noi stessi porta ad un’attivazione potente delle risorse individuali a cui ognuno di noi, ciascuno secondo le proprie possibilità, può attingere. Tutto questo per risolvere alcuni, anche molti, dei nostri problemi quotidiani ma anche straordinari; ottenendo anche un incremento dell’autostima ed un accrescimento del senso di autonomia nei confronti della nostra capacità di risolvere i problemi!

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